L’incenso è il prodotto secreto da diverse specie di piante; la tradizione ne indica un tipo ben preciso ossia quello dell’Olibano (Boswellia Sacra) ma ne esistono diverse varietà (B. Serrata, Frereana, Carteri, Papyrifera …) che, dopo l’essicazione, vengono bruciate producendo un aroma molto intenso.

Nella storia di molte popolazioni si trovano testimonianze dell’utilizzo di cortecce e legni profumati: nelle cerimonie religiose, nei templi per ingraziarsi gli Dei, ma anche nelle abitazioni. Anche nella Bibbia e nel Corano ci sono riferimenti al suo utilizzo così come in molte altre culture antiche.

Le testimonianze ci parlano di uso nella medicina Ayurvedica, presso gli Assiri, gli Egizi, i Cinesi, gli Indiani d’America e non dimentichiamo la Via dell’Incenso, lungo la quale era importato con le spezie, facendo sorgere città sulle vie carovaniere per l’importanza rivestita dal suo florido commercio. Nell’antico Egitto si preparava una forma di Kajal che univa le qualità antisettiche al trucco, così da prevenire infezioni agli occhi.

L’incenso viene bruciato nelle cerimonie cristiane, nelle chiese, e fu uno dei doni dei Re Magi a Gesù di Nazareth. La fumigazione (impiego di fumi) della resina, legata anche al culto degli Israeliti, viene usata per evocare introspezione, misticismo, preghiera, meditazione e l’incontro col Divino.

La resina di Boswellia (incenso/olibano) veniva utilizzata per purificare gli ambienti, questo è uno dei motivi dell’utilizzo nelle Chiese, ma anche nelle cerimonie funebri in quanto si crede che le forze spirituali sprigionate accompagnino l’anima del defunto nel mondo dei morti.

Oggi, come allora, l’incenso viene utilizzato nella medicina Ayurvedica per la preparazione di unguenti contro le piaghe e le eruzioni della pelle, nello yoga per favorire la meditazione, in aromaterapia per purificare gli ambienti e per le patologie polmonari come antisettico. In Occidente, oltre all’utilizzo nelle cerimonie religiose, trova impiego anche nell’industria farmaceutica e dei profumi.

La valenza simbolica dell’incenso è strettamente legata alla purificazione e alla fumigazione. Purificazione e fumigazione a loro volta richiamano il fuoco: la purificazione è inerente a creare un ambiente interno ed esterno che favorisca uno stato di grazia, ossia la possibilità di volgerci alla componente più elevata del nostro essere, lo Spirito, ed entrare in relazione con lo Spirito Divino universale.

Ci sono tanti modi per “ricevere” quello che una pianta può darci: si può ingerire o strofinare sulla pelle, se ne può fare un fitofarmaco, si può bruciare ed esporsi al suo aroma, estrarne il suo olio essenziale e molto altro.

La cosa importante è trovare una pianta o un mix che, una volta bruciato o vaporizzato a seconda della sua composizione, crei benessere così che ognuno tragga il meglio dalla sua esposizione.

Vieni a trovarci nella sezione Distillati di Natura e Vivi Yoga per cercare l’olio essenziale o l’incenso più adatto a te tra quelli disponibili. Se invece hai una necessità particolare, siamo a disposizione per cercare quello che più desideri.

Namastè

 

 

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